PERCORSI CRITICI · 06
Tra Venezia e Rovigo, l’esperienza scenografica si trasferisce nello spazio museale: il museo diventa un ambiente da attraversare, costruito attraverso immagini, diorami, luce, oggetti e racconto.
COORDINATE DOCUMENTARIE
La Cattedra di Scenografia a Venezia
Ferrari è docente titolare di Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia; le fonti collegano a questo periodo anche collaborazioni con Ca’ Foscari e Biennale Teatro.
Il Museo dei Grandi Fiumi
Raffaele Peretto attribuisce a Ferrari, allora Assessore alla Cultura, l’iniziativa che conduce il Comune di Rovigo a istituire il Museo.
Le prime idee progettuali
Per il nuovo percorso espositivo Ferrari elabora schizzi e disegni per installazioni e diorami, in dialogo con il gruppo tecnico e scientifico del Museo.
Età del Bronzo
Apre al pubblico la prima sezione archeologica. Le fonti identificano Ferrari come autore del progetto scenografico dell’allestimento, all’interno di un lavoro corale.
Età del Ferro
È documentata l’apertura della sezione dedicata all’Età del Ferro, con il proseguimento del progetto scenografico delle sale archeologiche.
Età Romana
Apre al pubblico la sezione dell’Età Romana, completando un ciclo di allestimenti sviluppato fra archeologia, ricerca scientifica e linguaggio della scena.
Lasciare Venezia
L’installazione Lasciare Venezia è riferita al termine del rapporto con l’Accademia veneziana e segna il passaggio a una nuova fase del lavoro.
DATI DA TENERE DISTINTI
Una fonte data l’apertura dell’Età del Bronzo al 2001 e quella dell’Età del Ferro al 2002; un’altra riporta entrambe le prime sezioni nel 2002. Il sito conserva le due versioni nella cronologia documentaria.
LETTURA CRITICA
Nel Museo dei Grandi Fiumi Ferrari non “decora” un’esposizione: progetta una regia dello spazio. L’esperienza del teatro viene tradotta in un dispositivo permanente, nel quale conoscenza, emozione e movimento del visitatore concorrono alla costruzione del racconto.