Minimiteatri e opere in movimento

PERCORSI CRITICI · 07

Dopo il grande teatro, l’opera si concentra in dispositivi mobili: piccoli spazi, letture, musica, libri illustrati, marionette, oggetti e spettacoli capaci di spostarsi fra museo, città e paesaggio.

COORDINATE DOCUMENTARIE

2005–2006

Voci, musica, piccoli formati

Con Cordis Duo e altri interventi teatrali Ferrari prosegue una ricerca nella quale parola, musica e immagine hanno dimensioni più raccolte e mobili.

2006

I Minimiteatri

Le fonti documentano la fondazione e direzione artistica dei Minimiteatri a Rovigo, nel piccolo teatro romano costruito al Museo dei Grandi Fiumi.

2006

Il mondo della luna alla Biennale Teatro

Nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Ferrari firma regia e scene di una nuova edizione dell’opera, nel programma della 38ª Biennale Teatro.

2007–2008

Libri, mito, viaggio

Sono documentate le illustrazioni per L’isola del tesoro e nuovi spettacoli legati ad Arianna, Eco e Narciso, fra teatro, disegno e produzione video.

2010–2012

Drammaturgia e regia

Con La luna è un corpo diafano, Altr’Intermezzi – Il Teatro alla Moda, Decameron Comedy e La Venexiana, Ferrari lavora anche come adattatore, drammaturgo e regista.

2012–2014

Pittura, disegno, scena

Le mostre Il paesaggio inquieto, Per mari e per fiumi, Dalla parte di Iago e Segni di teatro mostrano l’intreccio persistente tra pittura e immaginario scenico.

2015

Opere che continuano a muoversi

Dopo la morte dell’artista, alcune produzioni dei Minimiteatri sono riprese e un evento performativo, Le stanze del teatro, ne richiama pubblicamente il lavoro.

DATI DA TENERE DISTINTI

Per la mostra Il paesaggio inquieto le fonti concordano su Rovigo e sul 2012, ma indicano in modo diverso una delle sedi espositive. La cronologia documentaria conserva entrambe le versioni.

LETTURA CRITICA

“Minimo” non significa marginale. Nei Minimiteatri e nei progetti di questi anni la riduzione di scala consente all’opera di restare sperimentale: il teatro entra nei luoghi quotidiani, il libro diventa immagine scenica e l’oggetto conserva una possibilità di movimento.