Gabbris Ferrari

GABBRIS FERRARI · 1937–2015

Gabbris Ferrari

Pittore, grafico, illustratore, scenografo, regista e docente.

Gabbris Ferrari nasce a Rovigo il 20 agosto 1937.
Attraversa linguaggi diversi senza separarli nettamente:
il disegno può diventare scena, un oggetto può diventare elemento teatrale,
il paesaggio può trasformarsi in racconto.

Gabbris Ferrari
Foto di Luca Biasioli

Formazione e primi anni

La sua formazione passa dal Liceo Artistico di Venezia, dall’Istituto d’Arte di Modena e dalla Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Tra gli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Sessanta il lavoro comprende disegno dal vero, ritratto, figura, città e paesaggio, nella ricerca progressiva di un linguaggio personale.

La svolta degli anni Sessanta

Nel 1965 Ipotetico film di un auto in corsa segna un passaggio importante nella sua pittura. Sequenza, movimento, cinema, pubblicità, Surrealismo e cultura Pop entrano nel modo di costruire l’immagine.

Negli anni successivi le forme diventano più nette e insieme più ambigue. Nei Paradossi convivono oggetti, corpi, simboli e riferimenti al presente in relazioni volutamente incongruenti.

Grafica e ricerca

Incisione, serigrafia, litografia e grafica non costituiscono un’attività marginale rispetto alla pittura. Nel 1973 la cartella di cromolitografie Copernicus mostra quanto la grafica sia per Ferrari un vero spazio autonomo di sperimentazione.

Il teatro

Dalla fine degli anni Settanta il teatro assume un ruolo centrale nella sua attività. Ferrari realizza scenografie, costumi e regie in Italia e all’estero e insegna scenografia nelle Accademie di Belle Arti di Bari, Urbino, Bologna e Venezia. A Urbino ricopre anche l’incarico di direttore dell’Accademia.

Il teatro non sostituisce la pittura: ne modifica il modo di pensare lo spazio. Nei quadri, nei bozzetti e negli oggetti resta costante il rapporto con la quinta, la macchina scenica, la luce e la costruzione di una narrazione.

Gabbris Ferrari e Rovigo

Nonostante l’attività svolta in molte città italiane, il rapporto con Rovigo e con il Polesine rimane centrale. Il Delta, il paesaggio, i materiali raccolti lungo il fiume e le trasformazioni del territorio ritornano anche nelle opere della maturità.

Tra il 1994 e il 2000, come assessore alla cultura del Comune di Rovigo, Ferrari contribuisce a dare impulso alla nascita del Museo dei Grandi Fiumi. Anche nei bozzetti e nei progetti per il museo emerge il suo modo di unire arte, scenografia, reperti, luce, colore e racconto.

Un artista tra immagine e spazio

La ricerca di Gabbris Ferrari attraversa continuamente il confine fra due e tre dimensioni: dal disegno alla scena, dalla pittura all’oggetto, dall’immagine al percorso nello spazio. È questo rapporto tra arti visive, teatro, paesaggio e allestimento che costituisce uno dei fili conduttori attraverso cui rileggere oggi il suo lavoro.

FONTI DI RIFERIMENTO

Ivana D’Agostino, Gabbris Ferrari 1937–2015; cataloghi e materiali
documentari dedicati all’artista; archivio e inventario della Casa Gabbris e Meri.